Degustazione Millesimo 2017 dei vini bianchi delle Aziende facenti parte del Consorzio di tutela vini dei Campi Flegrei Ischia e Capri.

Anche quest’anno, per il terzo consecutivo, Malazè kermesse ArcheoEnogastonomica dei Campi Flegrei alla XIII edizione viene aperta con la valutazione dell’ultima annata dei vini bianchi delle Aziende facenti parte del Consorzio di tutela vini Campi Flegrei Ischia e Capri. Quest’anno la cornice è quella dello splendido Castello Aragonese di Baia.

Patron della manifestazione l’amico Rosario Mattera che con la sua perseveranza ha portato la manifestazione e l’areale sul quale la stessa viene effettuata i Campi Flegrei a livelli di interesse molto alti, Rosario stamane a parlare della stessa kermesse come cappello alla degustazione.

Il tavolo dei critici e degustatori che conducevano la Degustazione era formato da: Adele Granieri inviata da Luciano Pignataro wineblogger e giornalista del Mattino critico Regionale per l’enogastronomia, dal neo Presidente del Consorzio Ciro Verde dell’Azienda IV Miglio che poco tempo fa ha sostituito l’amico Gerardo Vernazzaro di Cantine Astroni, Monica Coluccia degustatrice e profonda conoscitrice anche se non autoctona dell’areale e Tommaso Luongo delegato dell’AIS di Napoli. In sala vi era l’amica Antonella Amodio collaboratrice per la guida Cernilli, del già menzionato Pignataro e di Slow Wine, che parecchie volte ho avuto fortuna di accompagnare o addirittura di proporre visite in Cantina alla ricerca di nuove o sconosciute interessanti realtà.

Ad introdurre il Presidente Ciro Verde sottolinea le caratteristiche degli areali facenti parte del Consorzio che sono formati da piccoli appezzamenti di massimo 3 ettari per lo più “metropolitani” inerbiti e curati con vecchie tecniche come quelle del sovescio che dona alle uve e quindi ai vini un aromaticità particolare ed anche longevità grazie anche alla formazione orografica oltre alla cura e trama dei terreni.

Monica Coluccia prosegue partendo dalla falanghina che in campania è diffusa come l’insolia in sicilia, uno dei suoi ultimi posti visitati con l’occhio ai vini di quella zona, per quantità e identificazione di un territorio anche se nel caso della nostra falanghina campana abbiamo vari biotipi e la stessa ha mineralitá conferitagli dal terreno vulcanico dei campi flegrei dovuto alla solfatara e al vesuviano solo di influsso d’origine molto remoto.

Si parte con la degustazione della prima batteria.

I Campioni tutti ottimi con qualche vino al di sopra di altri per piacevolezza e prontezza nel momento dell’assaggio, non mi soffermerò sulla degustazione vino per vino ma per l’identificazione di areale nel rispetto dei produttori che lavorano sodo per portare un prodotto salubre sulle nostre tavole.

Baia – Bacoli – Monte di Procida (Cantine del Mare, Cantine Farro, La Sibilla).

Filo conduttore un’aromaticità Salino-Fruttata quindi i sensi vengono stimolati da mineralità molto presente soprattutto nel campione di Cantina del Mare da colore carico come il vino della Sibilla dal quale pervengono sbuffi tufacei, giusta in tutti e tre la carica acida a sostenere buone morbidezze vini come detto tra sapidità e aromi.

A fine degustazione della prima batteria interviene Gennaro Schiano di Cantine del mare e ci parla anche del piedirosso e delle sue caratteristiche di infertilità delle prime gemme e per questo gli avi fecero nascere “la pota alla puteolana”, tecnica che lascia i filari molto lunghi che viene detta in dialetto puteolano “ncopp i filari s’hanna spannere e pann”. Lo stesso piedirosso ha quindi una perdita grappoli dopo la fioritura in vigna.

Si passa alla seconda batteria.

Distretto dell’Averno (Cantine Babbo; Cantine Matilde Zasso; Cantine dell’Averno)

Ai sentori dominanti della prima batteria salino e fruttato si aggiunge un sentore erbaceo umido che identifica la vicinanza del lago, cosa rilevata dall’assaggio da Monica Coluccia ma percepita anche personalmente.

Quindi Effluvi boschivi che contrastano quelli marini interessante dualismo mallo di noce, resina marina (sale dolce) che non disturba il sorso.

Alla fine della seconda batteria interviene il produttore di Cantine dell’Averno che ci parla delle sue vigne con vista castello aragonese e che combattono le proprie malattie grazie ad un corridoio che va dall’aria marina fino a quella del lago e quindi permette la conduzione con pochissimi trattamenti nell’arco dell’annata ottenendo vini più salubri.

3batteria distretto Quarto – Monterusc(i)ello (Carputo Vini; Cantine IV Miglio; Quartum; Contrada Salandra)

In questa batteria si dibatte sulla scelta, a mio avviso giusto, di Contrada Salandra di prolungare l’affinamento in cantina e di portare i vini sul mercato più tardi infatti per questo millesimo il suo campione proveniva da vasca.

Altre sensazioni per tutti e 4 i vini di questa batteria frutta esotica matura nel Salandra presenti sbuffi “gassosi” e idrocarburici (di partenza) che sicuramente matureranno nel vino. Sentori fumè.

Alla fine della batteria si dibatte sugli influssi nei vini della sabbia del monte rosso, russo o molto probabile rusiello aggettivo identificativo dei lavoratori di carne della zona, che conferisce particolare aroma e carica di potassio alla buccia, che però può essere negativa tutta questa carica salinica in fase di vinificazione perché inibisce l’acido tartarico, quindi richiede particolari trattamenti naturali in vinificazione.

4 batteria distetto Marano (Cantine Federiciane ; Vigne Partenope)

Qui interviene un fattore definito “arioso” i vini sembrano avere un respiro diverso più ampio denso contraddistinto da effluvi agrumati e di erbe aromatiche.

5 batteria Distretto Astroni Agnano Posillipo (Cantine Astroni, Agnanum, Cantine Iovino e Tenuta Monte Sant’Angelo)

Le prime due Aziende capitanate da Amici, nel senso vero del termine, le loro vigne ho avuto la fortuna di calpestarle molte volte ed i loro vini sono lo specchio delle stesse. Per tutto l’areale nei 4 vini effluvi di frutta esotica sentori di erbe officinali gradevoli. Mi fermo qui perché troppo preso sentimentalmente da quest’areale

6 ed ultima batteria le isole Ischia e Capri (Casa D’Ambra e Cantine Perillo)

Casa D’Ambra in questo caso con la sua Biancolella da sempre un Cult nel mondo enologico internazionale e non dimentichiamo cantina storica che faceva parte delle magnifiche 4 quando si iniziò parlare di enologia in Campania. Vini che rispecchiano, la Biancolella di casa D’Ambra ed il Blend di Perillo con greco in maggioranza e falanghina e altri vitigni autoctoni, l’aria salmastra e di sottobosco che si respira nelle 2 isole.

Riassumendo torniamo all’incipit della degustazione riportato dal Consorzio sul foglio elenco vini: Da oltre 2000 anni di storia … e da viti a piede franco… I vini vulcanici … tra mare e fuoco.

Scritto e fotografato ascoltando Pino Daniele.

Photos by Gino Mozzillo & Salvatore Landolfo

copyright by Chibevesoloacqua

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...