Volpe Rossa e La Cantina di Enza.

Volpe Rossa

Coda di Volpe Rossa

La Cantina di Enza

Annate 2012-13-14

Alcool 14%

Ho visitato l’Azienda con gli amici Marco ed Antonio il quale conosce Enza da tempo ed anche lui, più di me e Marco, mosso dal piacere di conoscere vini emozionali non solo per fattura.

Degustati con la produttrice i suoi vini tra i quali Aglianico, Taurasi, Coda di Volpe bianco e a sorpresa questo Coda di Volpe rosso (tipologia d’uva poco diffusa quasi sconosciuta e che probabilmente nessuno vinifica in purezza) per il quale ho dovuto lottare con Enza per averne tre diverse annate (addirittura una senza etichetta) e che a seguire vi illustro nei dettagli, non mi piace farlo ma stavolta ne vale la pena.

Il 2014 degustato per primo alla vista pulito invitante come al naso con sentori di gioventù derivanti senza dubbio dal vigneto di origine e dal terroir (francese di adozione letteraria) ma che denota terreni incontaminati e la mano del viticoltore che con fatica e senza chimica aggiunta ha lavorato in vigna. Gusto sferzante per acidità (sinonimo di longevità) che con tannini e alcool denota un vino di indiscusso pregio, io li definisco infanticidi, che avrà sicuramente molto di più da raccontare fra qualche anno.

2013 alla vista ancora meno carico del ‘14 un colore consono a grandi rossi figli dei più blasonati Pinot e Nebbiolo, ma fortunatamente non ha niente a che vedere. Le caratteristiche olfattive identiche che denotano un vino che invecchia lentamente senza cedimenti. Al gusto l’acidità è meglio equilibrata da alcoli e zuccheri quindi crescita in equilibrio donatagli da quell’anno di vita in più. Anche qui “merd de poulle” poi cioccolato al latte spezie e frutti rossi. Abbinato a un ragù di coniglio con mezze maniche rigate e ad interiora in fricassea (di solo uovo con albume) dello stesso coniglio o a trippa e patate.

2012 alla vista carico, sicura nota da sottolineare l’assenza di componenti aggiuntive in tutte le fasi della lavorazione, percepibile sia al naso che in bocca. Fine Pinot Noir, si tutti i soloni del vino mi etichetteranno come eretico ma i sentori sono quelli. Vista olfatto gusto retrogusto non tradiscono e ciò che si percepisce come intrinseco e qualcosa che a scuola di sommelier ci hanno insegnato che era dei Pinot Noir. Merd de poule acidità sferzante corpo non pronunciato ma persistente e colore scarico nelle annate 13 e 14. Da amante dell’ “enfante terrible” non mi sfugge e li incasellato come una di quelle matrici delle quali sai già la soluzione.

Il 12 abbinato benissimo col primo terzo di un sigaro toscano originale al quale aggiunge cacao in polvere tostature nobili nocciola e frutti secchi che sposano con quelli del sigaro.

Non mi piace fare paragoni tra prodotti simili ma non potendo interloquire direttamente con chi legge la coda di volpe rossa non è certo Pinot Noir e nessuno dei due e migliore dell’altro ma … provare per credere! sempre che Enza ne abbia in Cantina.

Salvatore

13/8/2018

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...